Il diamante azzurro più famoso

Il diamante azzurro più famoso

Nel diciassettesimo secolo, il grande avventuriero Jean Baptiste Tavernier fu avvicinato da uno schiavo in India.

 

Lo schiavo possedeva una pietra di un colore azzurro grigio di 110,50 carati. A prima vista sembrava essere uno zaffiro ma in realtà si trattava del più grosso diamante blu al mondo. 

Tavernier comprò la pietra e la portò a Parigi dove la vendette nel 1668 al re Luigi XIV. Il diamante venne tagliato nuovamente per migliorarne la brillantezza e divenne una goccia triangolare del peso di 69,03 carati: il "French blue".

Nel 1791, dopo un tentativo di fuga di Luigi XVI e Maria Antonietta, i gioielli reali furono consegnati al governo. La regina di Francia, nel frattempo, lo aveva unito ad altre pietre preziose, trasformandolo in una collana. Tuttavia, in un successivo saccheggio il diamante azzurro più famoso del mondo venne rubato.

Si tornò ad averne traccia nel 1812, quando era entrato in possesso di un mercante londinese, Daniel Eliason. Il gioiello successivamente fu acquisito, stando alle ricostruzioni,dal re d'Inghilterra Giorgio IV. Tuttavia, la posizione debitoria del sovrano era tale che, alla sua morte nel 1830, la pietra venne venduta.

Era, invece, già il 1839 quando il diamante finì nella collezione di Henry Philip Hope senza che oggi si sappia quali furono le dinamiche di passaggio. Nel frattempo aveva subito l’ultimo taglio che lo ha portato alle dimensioni che sono quelle attuali. Ed è a lui che il diamante, noto anche come "blu di Francia", deve uno dei nomi con cui viene identificato.

Dopo la morte di Henry Philip Hope, il diamante venne ereditato dal nipote Henry Thomas e in un secondo momento dal nipote del nipote, Lord Francis Hope. Quest'ultimo, all'inizio del ventesimo secolo (1901), decise di vendere la pietra per rendere sostenibile la sua situazione debitoria.

La vendita del diamante ebbe ulteriori diversi passaggi fino ad arrivare nel 1901 a Pierre Cartier. Pare che, nel 1910, il diamante Hope non convinse particolarmente la ricca ereditiera americana Evalyn Walsh McLean. L'incastonatura nel gioiello non le piaceva troppo. Cartier non si perse d'animo, diede un nuovo taglio alla pietra e lo portò fino a Washington. Era il 1911 e dopo averlo avuto in affido per una settimana, la signora Evalyn Walsh McLean decise di acquistarlo.  Solo qualche tempo dopo, però, quello che nel frattempo era diventato un ciondolo, si è trasformato nella collana di diamanti conosciuta oggi a livello mondiale.

Dopo la morte della signora McLean il diamante Hope venne acquistato da Harry Winston, finendo nella amplissima collezione di pietre rare e preziose del famoso gioielliere. Nel 1958 il diamante Hope è stato donato allo Smithsonian Institution.

Si tratta di istruzione e ricerca con sede a Washington, dotato di un museo che oggi ha grande attrattiva proprio per effetto della presenza del diamante azzurro.

Il diamante azzurro rappresenta una pietra di enorme valore. Ma questo non basta a sfuggire alla necessità di avere una certificazione gemmologica. Non è un caso che oltre 30 anni fa, alcuni professionisti del Gemological Institute of America lo abbiano sottoposto alle procedure necessarie per la classificazione.

I sistemi di valutazioni odierni, abbinati ad una strumentazione sofisticata, hanno permesso di portare alla luce qualche segno di usura. A distanza di anni, l'utilizzo di colorimetri dotati di una grande sensibilità ha permesso di determinare la presenza di qualche sfumatura di viola.

Oggi, dopo le ultime modifiche per la signora McLean, il gioiello è incastonato in 16 diamanti bianchi. Sulla collana, invece si contano 10 diamanti, sempre bianchi. Il peso della pietra azzurra, dopo le ultime rilevazioni fatte nel 1974, è di 45,52 carati.

I gioielli con diamante azzurro più belli

Il diamante azzurro più famoso può essere definito il portabandiera di una categoria molto rara. Il loro colore è dovuto alla presenza di un preciso elemento chimico presente all'interno della loro struttura: il boro. La difficoltà nel reperirne esemplari costituisce il maggiore plus per queste pietre. Si stima che un diamante azzurro dal peso di un carato possa arrivare a costare 100.000 dollari.

Da un punto di vista strettamente legato alla valutazione e alla classificazione dei diamanti, si può mettere in evidenza quanto e come, in questo caso, vada ad incidere nella quotazione quella che è una delle 4C che servono a identificare il diamante: il colore.

Diamante azzurro, l’importanza di una della 4c

Come per altri diamanti, quelli azzurri, hanno nel loro aspetto cromatico delle caratteristiche che possono essere colte attraverso una analisi che preveda la considerazione di alcuni importanti parametri:

  • la capacità di mantenere il colore primario, tenuto conto che vi sono esemplari che possono virare, ad esempio, verso il grigio e l'azzurro.  La capacità di non vedere sminuire l'azzurro contribuisce ad accrescere il valore del diamante.
  • il tono del colore, se troppo scuro è indice di una pietra meno preziosa. Una volta montato su un gioiello, infatti, il diamante potrebbe addirittura apparire di colore nero.
  • i colori più saturi conferiscono al diamante maggiore preziosità, a fronte di tonalità pallide che li rendono meno preziosi.

Scopri come riconoscere le 4c del diamante.

Diamante azzurro: come e dove comprarlo?

Oggi i diamanti azzurri risultano essere molto rari. Comprarne uno non è cosa semplice. Non bisogna però dimenticare che si trovano sul mercato pietre che li possono ricordare grazie ad un effetto ottenuto tramite trattamenti artificiali su altri diamanti.

Essi si caratterizzano per colori molto scuri. Sul mercato sono presenti anche diamanti azzurri sintetici, prodotti interamente in laboratorio.

In linea di massima se si noteranno dei prezzi non esorbitanti, è probabile ci si trovi davanti all'acquisto di un diamante azzurro che rientra nelle categorie sopra riportate. Un metodo per avere la certezza di comprare un diamante azzurro naturale è quello di ricercare solo quelli che abbiano una certificazione riconosciuta a livello internazionale, come ad esempio quella Gia.