Sfera di selenite pietra

Selenite: proprietà e significato: guida completa alla pietra degli angeli

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La Selenite è una pietra di grande fascino, appartenente alla famiglia dei solfati, caratterizzata da un tipico aspetto bianco assai lucente e da una consistenza morbida.Tradizionalmente viene associata agli angeli ed anticamente fu impiegata nella costruzione di torri e cinte murarie. E’ una pietra amata dai collezionisti ma non utilizzata in gioielleria perché troppo friabile.

Leggi il nostro approfondimento e inizia il tuo viaggio alla scoperta della Selenite, la pietra degli angeli!

 

Cos’è la Selenite: curiosità e caratteristiche sulla pietra

La Selenite è una varietà di gesso o, meglio, la sua forma cristallizzata. Composta da solfato di calcio idrato, si presenta incolore ma al suo interno è comune trovare tracce di altri minerali.

La sua durezza sulla scala di Mohs è molto bassa, circa 2 su 10, caratteristica che la rende molto morbida e facilmente graffiabile, anche attraverso un’unghia, per questo è piuttosto fragile e può spezzarsi laddove sottoposta a stress.

La densità relativa (o peso specifico) è circa 2,3 g/cm3, mentre l'indice di rifrazione varia tra 1,519 e 1,529. Quest ultimo valore descrive come la luce si piega quando passa attraverso il minerale.

 Appare traslucente ed eterea, caratterizzata da un lustro vitreo e perlato e, per questo, viene spesso impiegata nella creazione di decorazioni oppure oggetti meditativi.

 Può formarsi in cristalli colonnari o lamellari, spesso descritti come simili a ghiaccio oppure vetro.

Forme caratteristiche che ricordano delle spade, ognuna delle quali viene attraversata da un suggestivo fascio di luce, caratteristica che, nel tempo, ha nutrito leggende, storie e fantasie conquistando appassionati da ogni parte del mondo.

 Tra i nomi popolari con cui viene chiamata, troviamo anche “Specchio d’Asino”, la cui origine non è nota. Tuttavia questa particolare denominazione viene riportata anche nella letteratura internazionale.

 

Significato della Selenite e proprietà della pietra degli angeli

 

Le origini del nome

Il nome Selenite ha origini greche, deriva infatti dalla parola “Selène”, luna o anche Selene, la dea della Luna. Il motivo è da attribuirsi alla sua caratteristica lucentezza che ricorda il romantico bagliore lunare, una peculiarità che, nei secoli, ha incantato estimatori ed appassionati da ogni parte del mondo, conferendole anche un’aurea di misticismo e magia.

 

Simbologia della pietra

Quest’associazione con le qualità uniche della Luna, ha fatto sì che, nel tempo, la Selenite, diventasse un cristallo utilizzato nel contesto di rituali e pratiche spirituali, simbolo di pace interiore, purezza e protezione contro ogni negatività.

Infatti, si credeva che la selenite avesse una connessione particolare con gli angeli e le energie angeliche, favorendo la comunicazione con i regni superiori e promuovendo la chiarezza mentale e la purificazione.

Grazie all’aspetto etereo e traslucido ha ottenuto, nel tempo, il nome di pietra degli angeli.

Vediamo insieme perché.

 

Perché viene chiamata pietra degli angeli?

 La Selenite, come approfondito in precedenza, emette una particolare brillantezza, alla quale si sono ispirate leggende e storie, nel corso del tempo.

 Tra le fantasie più frequenti occorre menzionare quella che la paragona alla spada di luce dell’Arcangelo Michele, figura emblematica dei riti giudeo-cristiani.

 La tradizione vuole che l’Arcangelo, protettore e guerriero celestiale, brandisca una spada lucente per combattere il male. Questa tipica lucentezza rimanda alle proprietà del minerale, motivo per il quale, la Selenite, viene chiamata anche pietra degli angeli

 

Dove trovare la Selenite grezza

 La Selenite nasce nel corso del Miocene Superiore, circa 6 milioni di anni fa, attraverso formazione gessoso-solfifera.

 In quel tempo lontano, il Mediterraneo si trovava isolato, a causa della temporanea chiusura dello Stretto di Gibilterra.

Un isolamento che portò ad un’altissima concentrazione di salinità nelle acque (si stimano 4-8 volte superiore a quella originale), provocando la lenta e progressiva evaporazione marina e la conseguente precipitazione dei sali minerali che dette origine alla Selenite.

 Allo stato naturale, la Selenite grezza si trova all’interno di stratificazioni collinari e montuose, è assai comune, e presente in diverse parti del mondo, tra cui:

  • Messico: presso la celeberrima Cueva de los Cristales a Naica, che contiene alcuni dei più grandi cristalli mai trovati, raggiungendo dimensioni monumentali;
  • Marocco: fornisce cristalli di altissima qualità, usati per decorazioni e collezioni private;
  • Utah e New Mexico: offrono diversi giacimenti di meravigliose formazioni cristalline;
  • Russia: la steppa custodisce intere aree di Selenite;
  • Italia: l’area Romagnola, le Marche, la Toscana fino alla Sicilia, dove la Selenite si presenta mista a Zolfo;
  • Australia: troviamo miniere di Selenite, estratta prevalentemente ad uso industriale.

 

selenite grezza

 

Varietà della Selenite: descrizione completa dei differenti colori

 La selenite presenta pattern che ricordano il marmo e possono variare in base alla tipologia. Le cause sono varie, ma ogni varietà ha un colore specifico:

  • Spar satinato: una varietà di Selenite dall’ aspetto fibroso e caratterizzato da lucentezza setosa, simile al satin. È nota per la sua translucenza e per la struttura a fibre parallele che riflette la luce in modo da produrre una lucentezza morbida e seducente. Disponibili in natura in bianco o pesca.

  • Rosa del deserto: un aggregato cristallino di Selenite intrecciato con particelle di sabbia. In natura la troviamo marrone chiaro, marrone, rosso ruggine, rosa polveroso. Particolarmente apprezzata dai collezionisti, in natura è disponibile in forme particolari e molto suggestive;

  • Fiore di gesso: noto per la delicata bellezza, si trova all’interno di grotte o altre aree geologiche dove il gesso è il minerale prevalente. In natura lo troviamo nei colori bianco, giallo, marrone chiaro, verde o grigio.

La Rosa del deserto e il Fiore di gesso sono entrambi caratterizzati da un effetto naturale che li ricopre di leggera e finissima sabbia.

 

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Principali colorazioni

Come ampiamente approfondito, la Selenite grezza, si presenta in natura prevalentemente nella sua forma traslucida e trasparente.

Tuttavia, diverse inclusioni possono conferire alla pietra una sfumatura diversa, a seconda dell’impurità e dei minerali associati. Vediamo insieme le principali colorazioni.

  • Selenite Bianca: la varietà più comune, trasparente, traslucida, pura. L’aspetto è perlato, vitreo e riflette la luce in modo diffuso. Il principale impiego è nel contesto di pratiche meditative e decorazioni.

  • Selenite Trasparente: alcuni cristalli grezzi sono trasparenti, una caratteristica che li rende perfetti per collezioni private oppure decorazioni.

  • Selenite Grigia: impurità minori conferiscono alla pietra grezza una particolare nota grigia, caratteristica che rende la struttura lamellare meno luminosa.

  • Selenite Gialla, Rossa o Arancione: ossido di ferro oppure inclusioni di altri minerali conferiscono alla pietra colorazioni giallo, rosse o arancioni nei toni più tenui fino a quelli più intensi. Queste tipologie sono molto apprezzate in gioielleria.

  • Selenite Peach o Arancione-pesca: le impurità di alcuni minerali, come ossidi di ferro o manganese oppure altre condizioni ambientali a cui è sottoposta la pietra possono conferire una particolarissima tonalità che può variare dal color pesca chiaro ad un arancione profondo.

  • Selenite Verde o Blu: sono colorazioni estremamente rare risultati di inclusioni o particolari condizioni geologiche durante la formazione dei cristalli. Questi esemplari sono oggetto dell’attenzione di collezionisti ed appassionati.

 

Riconoscere la Selenite

La Selenite spesso viene associata alla Calcite, creando una certa confusione.

La durezza è la caratteristica principale che determina la differenza tra le due pietre: la Selenite si presenta infatti più morbida e la densità è di circa 2.3, mentre quella della Calcite raggiunge e supera i 2.7.

La pietra degli angeli presenta caratteristiche uniche ampiamente descritte in questo articolo, tuttavia, non è semplice distinguere un esemplare autentico da uno sintetico.

Ricordiamo inoltre che la Selenite non viene utilizzata nella realizzazione di gioielli perché è di carattere gessoso e quindi friabile.

 

cristallo selenite grezza

 

Valore della Selenite

La Selenite ha un valore molto basso, pochi euro al grammo. Non rientra né fra le pietre preziose né fra le pietre semipreziose. E’ una pietra amata dai collezionisti ma non utilizzata in gioielleria.

Lucidatura o scultura, o altri tipi di lavorazione sulla pietra, possono aumentare il prezzo della Selenite.

 

Utilizzi della Selenite: le applicazioni oltre la gioielleria

La Selenite viene utilizzata da migliaia di anni: troviamo il suo impiego già nell’antica Grecia, nella costruzione di enormi lastre paragonabili ai moderni vetri.

Il colore bianco trasparente rifletteva la luce creando un suggestivo effetto lunare.

In epoca romana, veniva utilizzata per creare piccoli riquadri tenuti insieme da una struttura in legno, piombo oppure stagno, ovvero le attuali finestre.

Alcuni ritrovamenti dimostrano l’utilizzo della Selenite in Mesopotamia: piccole statue impastate con questa pietra e bitume risalgono al VI° millennio a.C. e rappresentano figure femminili alte pochi cm, oggi conservate al Louvre.

In Italia abbiamo molte testimonianze riguardo l’utilizzo della Selenite nel settore delle costruzioni, già dal 1° secolo a.C.

A Bologna, per esempio, i blocchi di Selenite, Arenaria e Calcare, abbelliscono le mura, numerosi palazzi storici e la base della celebre Torre Garisenda.

Oggi, oltre all'uso decorativo e spirituale, la Selenite è utilizzata nelle industrie per la produzione di gesso e come pigmento bianco opaco in pitture.

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