diamante grezzo su pietra

Scopri come si formano i diamanti: dalla natura al laboratorio

(Tempo di lettura: 3 - 6 minuti)

Il diamante è da sempre considerato un simbolo di purezza, resistenza e lussuosità, insomma, è la pietra preziosa per eccellenza. Il diamante attira da sempre l'attenzione degli appassionati di gioielli, lasciando una scia di ammirazione e desiderio.

In questa guida dettagliata esploreremo il percorso di formazione dei diamanti, parlando sia della loro creazione in un ambiente naturale sia dei progressi nel mondo dei diamanti di laboratorio.

 

Formazione naturale dei diamanti: origine geologica e processo di formazione

Il diamante nasce nei meandri della Terra, dove temperature elevate e pressioni altissime avviano il processo di cristallizzazione. La sua formazione è un meraviglioso equilibrio di eventi geologici che richiedono condizioni alquanto particolari.

 

La genesi dei diamanti nel mantello terrestre

I diamanti naturali si formano nel mantello terrestre, a grandi profondità, tra i 150 e i 200 chilometri sotto la superficie. Qui, i diamanti si formano grazie a materiali ricchi di carbonio i quali vengono sottoposti a temperature superiori a 1.000 gradi Celsius e a pressioni atmosferiche estremamente elevate. Queste condizioni davvero inusuali permettono la trasformazione del carbonio in diamante.

 

L’arrivo in superficie

Una volta cristallizzati, i diamanti iniziano una lunga migrazione verso la superficie, trasportati da eruzioni vulcaniche estremamente potenti che li trasportano attraverso il mantello e la crosta terrestre fino alla superficie.

 

Località di formazione naturale: dove si trovano i diamanti

Esaminare dove si formano i diamanti porta a scoprire alcune delle regioni più iconiche della terra. Le località vanno dalle profondità oceaniche ai deserti aridi, testimoniando la vastità e la complessità del processo geologico.

 

Diamanti dall'Africa: storie epiche di scoperta

Il continente africano, è stato testimone di alcune delle più grandi scoperte di diamanti al mondo. Dai fiumi ai giacimenti vulcanici, il continente ospita diverse località di estrazione di diamanti, come il Kimberley, la Repubblica Centrafricana e il Sierra Leone.

 

Diamanti dall'Australia

L'Australia, con enormi giacimenti di diamanti al di sotto delle sue terre, è diventata una delle fonti principali di diamanti. Le miniere sottomarine, come quelle al largo delle coste meridionali, hanno suggerito che anche l'ambiente oceanico può aver giocato un ruolo importante nella formazione dei diamanti.

 

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diamante grezzo roccia

 

Formazione dei diamanti di laboratorio: tecnologie e processi di sintesi

Nel 1953, la storia del diamante ha vissuto una svolta rivoluzionaria con la sintesi del primo diamante in laboratorio. Questo evento ha aperto la strada a un'alternativa controllata rispetto ai diamanti estratti, aprendo nuovi orizzonti nell'industria della gioiellieria.

I diamanti di laboratorio o "lab grown diamonds" vengono creati grazie a tecnologie di sintesi avanzate che replicano le condizioni estreme di pressione e temperatura in cui si formano i diamanti naturali nel mantello terrestre. Le due principali modalità di produzione sono:

 

Chemical Vapor Deposition (CVD):

La tecnica di deposizione chimica da vapore (CVD) ricrea in laboratorio il processo naturale di formazione del diamante, seppur a pressioni e temperature inferiori. Un gas ricco di carbonio, come il metano, viene depositato su un substrato di diamante o di un altro materiale. Il carbonio si dissocia e si cristallizza, dando vita a uno strato di diamante monocristallino. Il processo è controllato con attenzione per ottenere le caratteristiche desiderate dal diamante, come il colore, la purezza e la dimensione. In questo modo, è possibile creare diamanti con precise proprietà e caratteristiche, aprendo nuove possibilità all'industria gioielliera e non solo.

 

High Pressure High Temperature (HPHT):

La tecnica HPHT (High Pressure High Temperature) impiega speciali "presse toroidali" per ricreare in laboratorio le condizioni estreme di pressione (circa 5-7 GPa) e temperatura (circa 1200-1600 °C) in cui si forma il diamante naturalmente. Un piccolo seme di diamante viene posizionato in una camera con un solvente metallico ricco di carbonio. Sotto l'azione di pressione e temperatura elevate, il carbonio si cristallizza attorno al seme, favorendo la crescita del diamante. Rispetto al metodo CVD, l'HPHT è un processo più rapido, ma presenta alcune sfide. Il controllo preciso delle condizioni è più complesso e può portare alla formazione di inclusioni nel diamante. L'HPHT rimane comunque una tecnica importante per la produzione di diamanti in laboratorio, offrendo un'alternativa competitiva al metodo CVD.

 

Proprietà e caratteristiche dei diamanti: un’analisi della gemma preziosa

Le analisi sui diamanti non possono prescindere dall'analisi delle loro proprietà fisiche e chimiche, che li distinguono nettamente dalla massa delle pietre preziose.

 

La durezza e l’effetto brillante

La durezza, valutata sulla Scala di Mohs, è senza dubbio la caratteristica più celebre dei diamanti, che li rende la sostanza naturale più dura conosciuta. Questa proprietà si riflette nell'indistruttibilità della pietra, che ne garantisce la lucidità e lo splendore nel tempo. Anche se molto resistente il diamante è facilmente sfaldabile secondo piani ottaedrici, ovvero facce piane che si formano durante la crescita del cristallo. Sono otto in totale e si intersecano a formare un ottaedro, ovvero un solido con otto facce triangolari.

 

La chiarezza e il colore

I diamanti si distinguono anche per la loro brillantezza, determinata dall'assenza di inclusioni (difetti) e da una cristallinità perfetta. Il colore, o meglio la mancanza di esso, è un altro aspetto chiave per valutare la qualità di un diamante, con categorie che vanno dal D (senza colore) al Z (giallo o marrone visibile).

 

L’eccezionalità determinata dal peso

Il peso dei diamanti, misurato in carati, è una caratteristica importantissima in termini di valore. Un diamante con un peso importante è in generale più raro e può avere un valore considerevole. Il diamante grezzo più grande mai trovato è il diamante Cullinan I, dal peso di 3.106,75 carati (621,35 g), con un valore pressoché inestimabile.

 

diamante grezzo e diamante lavorato a confronto

 

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La scelta tra diamanti naturali e di laboratorio non è solo una questione di preferenza estetica, ma coinvolge aspetti geologici, ambientali e specialmente di uso. Si tratta di due mondi distinti, entrambi affascinanti e in grado di offrire valore per scopi diversi. La scelta tra un diamante naturale e uno di laboratorio sarà sempre personale e rifletterà l'insieme delle valutazioni che ognuno di noi fa in base alle proprie necessità.

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